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Motore Diesel Savoia D-628

Motore Diesel Savoia

Savoia 1920 Motore a combustione interna, ad unico cilindro verticale, con due palchetti e relative scale per l'ispezione e la manutenzione. In particolare, il palchetto di sinistra consente di accedere alla pompa di lavaggio, deputata al raffreddamento idraulico, e al sistema che sovrintende alla distribuzione del lubrificante e all'azionamento delle valvole del cilindro. L'incastellatura del motore è una struttura a due gambe imbullonate su una base imprigionata nel pavimento. Sul fronte dell'incastellatura, si riconosce, la struttura di supporto degli ingranaggi dell'albero motore (in basso), il compressore per la polverizzazione del combustibile (subito sopra), e il regolatore tachimetrico di tipo centrifugo (a sinistra). Un sistema di ingranaggi e alberi collega l'albero motore al compressore per la polverazzizazione, al regolatore tachimetrico e al sistema di distribuzione. Allo stesso modo, il regolatore tachimetrico comanda l'afflusso di carburante dal polverizzatore alla testa del cilindro. All'interno dell'incastellatura si trovano il cilindro, con il pistone, e parte dell'albero motore collegati tra loro attraverso il sistema biella-manovella. Dietro l'incastellatura si trovano il resto dell'albero motore e il volano, struttura circolare massiva che scende sotto il pavimento in un'apposita fossa, per circa un terzo del diametro. In cima all'incastellatura, in corrispondenza della testa del cilindro, si trovano il già citato polverizzatore (al centro) e le due valvole di lavaggio (ai lati) del sistema di raffreddamento. D-628
Spillo introduttore di turbina Pelton con tracce di corrosione esemplificativa IGB-2277

Spillo introduttore di turbina Pelton con tracce di corrosione esemplificativa

Costruzioni Meccaniche Riva 1950 circa La spina, nelle turbine ad azione di tipo Pelton, costituisce l'estremità dell'asta che regola la portata del getto idrico che colpisce le pale della ruota, mettendola in rotazione. Posta coassialmente al tubo introduttore, ultimo tratto della condotta, questa asta, automaticamente o a comando, può spostarsi assialmente. La spina, di forma conica appuntita, a seconda del grado di apertura sporge più o meno dal foro della parte terminale dell'introduttore (bocchello). La superficie interna di quest'ultimo si raccorda gradualmente al detto foro, e termina con un cono più ampio di quello della punta. Tale foro praticato in un anello ricambiabile in materiale molto resistente, ha il bordo affilato e, insieme alla punta della spina, costituisce un'apertura anulare regolable. Il getto che ne esce, grazie alle diverse conicità del bocchello e della punta, si presenta cilindrico e compatto Nei tipi più vecchi, quali quelli esposti, le spine venivano comandate dall'esterno e quindi l'introduttore doveva presentare una curva per il passaggio dell'asta, in prossimità del bocchello. Sovente poi tale curva era preceduta da un'altra di raccordo con la condotta e posta in un piano differente. Ciò induceva, per conseguenza, nel getto, un moto rotatorio, che ne riduceva la compattezza e la potenza. Occorre poi notare che tali turbine, adatte per cadute molto elevate, in casi estrei anche superiori a 1000 m, vengono alimenate da acque raccolte in serbatoi montani posti sesso ai piedi di hiacciai e che, a seconda della natura geologica del luogo, possono esssere per anto ricche di un limo finissimo, ma fortemente abrasivo. Considerando le alte velocità del getto e l'attrito che ne consegue nel bocchello e sulla spina, questi due elementi possono esssere soggetti, specie il secondo, a notevoli fenomeni di erosione i quali scavano solchi ad andamento rettilineo, ma, in presenza di moti rotatori, anche a spirale. Per limitare tali inconvenienti, si applicano, quando possibile, introduttori rettilinei con comando interno oleodinamico della spina. Quest'ultima ha poi la punta ricambiabile ed eseguita in materiali particolarmente resistenti, quali l'acciaio inossidabile e bronzi duri.. IGB-2277
Spillo introduttore di turbina Pelton con tracce di corrosione esemplificativa IGB-2278

Spillo introduttore di turbina Pelton con tracce di corrosione esemplificativa

Costruzioni Meccaniche Riva 1950 circa La spina, nelle turbine ad azione di tipo Pelton, costituisce l'estremità dell'asta che regola la portata del getto idrico che colpisce le pale della ruota, mettendola in rotazione. Posta coassialmente al tubo introduttore, ultimo tratto della condotta, questa asta, automaticamente o a comando, può spostarsi assialmente. La spina, di forma conica appuntita, a seconda del grado di apertura sporge più o meno dal foro della parte terminale dell'introduttore (bocchello). La superficie interna di quest'ultimo si raccorda gradualmente al detto foro, e termina con un cono più ampio di quello della punta. Tale foro praticato in un anello ricambiabile in materiale molto resistente, ha il bordo affilato e, insieme alla punta della spina, costituisce un'apertura anulare regolabile. Il getto che ne esce, grazie alle diverse conicità del bocchello e della punta, si presenta cilindrico e compatto Nei tipi più vecchi, quali quelli esposti, le spine venivano comandate dall'esterno e quindi l'introduttore doveva presentare una curva per il passaggio dell'asta, in prossimità del bocchello. Sovente poi tale curva era preceduta da un'altra di raccordo con la condotta e posta in un piano differente. Ciò induceva, per conseguenza, nel getto, un moto rotatorio, che ne riduceva la compattezza e la potenza. Occorre poi notare che tali turbine, adatte per cadute molto elevate, in casi estremi anche superiori a 1000 m, vengono alimentate da acque raccolte in serbatoi montani posti sesso ai piedi di ghiacciai e che, a seconda della natura geologica del luogo, possono essere pertanto ricche di un limo finissimo, ma fortemente abrasivo. Considerando le alte velocità del getto e l'attrito che ne consegue nel bocchello e sulla spina, questi due elementi possono essere soggetti, specie il secondo, a notevoli fenomeni di erosione i quali scavano solchi ad andamento rettilineo, ma, in presenza di moti rotatori, anche a spirale. Per limitare tali inconvenienti, si applicano, quando possibile, introduttori rettilinei con comando interno oleodinamico della spina. Quest'ultima ha poi la punta ricambiabile ed eseguita in materiali particolarmente resistenti, quali l'acciaio inossidabile e bronzi duri.. IGB-2278
Spillo introduttore di turbina Pelton con tracce di corrosione esemplificativa IGB-2279

Spillo introduttore di turbina Pelton con tracce di corrosione esemplificativa

Costruzioni Meccaniche Riva 1950 circa La spina, nelle turbine ad azione di tipo Pelton, costituisce l'estremità dell'asta che regola la portata del getto idrico che colpisce le pale della ruota, mettendola in rotazione. Posta coassialmente al tubo introduttore, ultimo tratto della condotta, questa asta, automaticamente o a comando, può spostarsi assialmente. La spina, di forma conica appuntita, a seconda del grado di apertura sporge più o meno dal foro della parte terminale dell'introduttore (bocchello). La superficie interna di quest'ultimo si raccorda gradualmente al detto foro, e termina con un cono più ampio di quello della punta. Tale foro praticato in un anello ricambiabile in materiale molto resistente, ha il bordo affilato e, insieme alla punta della spina, costituisce un'apertura anulare regolable. Il getto che ne esce, grazie alle diverse conicità del bocchello e della punta, si presenta cilindrico e compatto Nei tipi più vecchi, quali quelli esposti, le spine venivano comandate dall'esterno e quindi l'introduttore doveva presentare una curva per il passaggio dell'asta, in prossimità del bocchello. Sovente poi tale curva era preceduta da un'altra di raccordo con la condotta e posta in un piano differente. Ciò induceva, per conseguenza, nel getto, un moto rotatorio, che ne riduceva la compattezza e la potenza. Occorre poi notare che tali turbine, adatte per cadute molto elevate, in casi estrei anche superiori a 1000 m, vengono alimenate da acque raccolte in serbatoi montani posti sesso ai piedi di hiacciai e che, a seconda della natura geologica del luogo, possono esssere per anto ricche di un limo finissimo, ma fortemente abrasivo. Considerando le alte velocità del getto e l'attrito che ne consegue nel bocchello e sulla spina, questi due elementi possono esssere soggetti, specie il secondo, a notevoli fenomeni di erosione i quali scavano solchi ad andamento rettilineo, ma, in presenza di moti rotatori, anche a spirale. Per limitare tali inconvenienti, si applicano, quando possibile, introduttori rettilinei con comando interno oleodinamico della spina. Quest'ultima ha poi la punta ricambiabile ed eseguita in materiali particolarmente resistenti, quali l'acciaio inossidabile e bronzi duri.. IGB-2279