Eumig Electric


1955 ca. - 1958 ca.

inventario
IGB-8892
autori
Eumig (progettista/ costruttore)
collocazione
deposito
descrizione
Cinepresa in metallo di piccole dimensioni, di forma parallelepipeda con bordi arrotondati. E' inserita in una custodia in cuoio con tracolla e può essere utilizzata semplicemente aprendo la parte frontale senza estrarre la cinepresa.
Nella parte alta è inserito un mirino che attraversa longitudinalmente tutto l'apparecchio e sotto al visore si ha il contametro che indica la lunghezza di pellicola impressionata.
Su una parete laterale si ha una saracinesca scorrevole in plastica dietro alla quale c'è il vano per la batteria che alimenta il motorino elettrico contenuto nella cinepresa.
L'altra parete laterale è apribile per consentire l'accesso al vano porta bobine per pellicole da 8mm che si incastrano in appositi fusi collegati al motorino interno (velocità pellicola: 16 fotogrammi al secondo).
In corrispondenza del punto dove scorre la pellicola, è inserita una guida che permette di far scorrere la pellicola dietro all'obiettivo Eumig Eugon 1:2,8 f=12,5mm inserito nella parete frontale. L'obiettivo è a fuoco fisso con diaframma a iride regolabile mediante una levetta posta sotto all'obiettivo stesso (aperture da f/2,8 a f/22).
Sotto all'obiettivo una leva permette il blocco della pellicola e l'avviamento della ripresa in modalità continua o intermittente (per istantanee).
Sullo sportello è collocata una placca che riporta una tabella dei diaframmi consigliati a seconda della sensibilità della pellicola e delle condizione di luce.
Sotto alla cinepresa è presente un foro filettato per l'inserimento di un'impugnatura e per il fissaggio alla custodia mediante una vite.

Il primo spettacolo a pagamento della storia del cinema fu tenuto dai fratelli Lumiere a Parigi nel 1895 ed usava una pellicola da 35mm. Questa pellicola veniva prodotta dalla Eastmann Kodak con quattro perforazioni rettangolari poste sui lati di ciascun fotogramma, che inizialmente aveva dimensioni 18x24m. Venne utilizzato soprattutto per riprese e proiezioni professionali.
Successivamente vennero prodotti diversi formati sia più grandi che ridotti rispetto a questo. I più grandi come il 70mm, per immagini più luminose e proiezioni su schermi più grandi, i più piccoli per questioni economiche a d uso amatoriale.
In generale bisogna anche ricordare che il più grande passo avanti rispetto all'uso amatoriale di cineprese e proiettori venne fatto con l'avvento delle pellicole in acetato in sostituzione di quelle in nitrato, altamente infiammabile.
I formati ridotti che ebbero maggiore diffusione furono il 9.5mm, il 16mm, l'8mm in tutte le sue varianti e il Super 8.
Il formato 9.5mm della Pathé, introdotto nel 1922, aveva perforazione al centro del fotogramma e questo massimizzava l'area disponibile della pellicola. Però queste pellicole perforate al centro si danneggiavano e rompevano più facilmente di quelle alle estremi. Furono le prime pellicole economiche e di ampia diffusione. Furono anche le prime pellicole invertibili ovvero che in fase di sviluppo divenivano direttamente positive sulla stessa pellicola ed erano quindi proiettabili.
Negli stessi anni, la Kodak introdusse sul mercato il formato 16mm (in bianco e nero nel 1923 e a colori nel 1935 con le pellicole Kokachrome) di solito venduto in bobine da 30m. Fu un formato, nato per gli amatori ma un po' caro ed infine utilizzato soprattutto per documentari, per l'industria, per la TV. Inizialmente le pellicole 16mm erano forate su entrambi i lati, successivamente una riga di perforazioni venne tolta per inserire il sonoro (anni '60). Già nel 1929 si ebbero comunque i primi film con il sonoro.
Il formato 16mm era troppo caro per l'amatore così venne ideato l'8mm (Regular 8) nel 1932: una pellicola 16mm venne tagliata a metà e il numero di perforazioni raddoppiato. Negli anni '30 nacquero anche le pellicole Single 8 (prodotte dalla Fuji), con perforazioni più piccole e quindi area disponibile più ampia, e Double 8 in cui la pellicola da 16mm veniva utilizzata prima in un senso e poi nell'altro e poi tagliata a metà longitudinalmente. Il successo delle pellicole 8mm fu dovuto al prezzo contenuto e all'ampia diffusione che permettevano di acquistarle e svilupparle facilmente. Si diffusero anche numerosi film (ad esempio di Chaplin), cartoni animati, ecc. Nel 1935 venne anche introdotto un nuovo sistema di caricamento delle cineprese, quello a cartuccia.
Intorno al 1965 nasce la pellicola Super 8, con perforazioni ancora più piccole e 15m di pellicola racchiusa in caricatori in plastica di facile uso.
I formati 8mm potevano essere arricchiti da bande magnetiche contenenti il sonoro applicate sulle pellicole sviluppate. Nel 1973 nasce invece il Super8 Sonoro con banda magnetica per la registrazione simultanea.
Le cineprese e i proiettori seguirono l'evoluzione delle pellicole, diventando sempre più piccoli e maneggevoli, adattandosi ai nuovi formati disponibili (alcuni proiettori potevano leggere tutti i formati 8mm). Dal punto di vista tecnico l'evoluzione di obiettivi, diaframmi, otturatori, telemetri, ottiche porterà ad apparecchi sempre più accessoriati ma anche di facile uso soprattutto per il cineasta amatoriale.
La massima diffusione delle ultime cineprese Super 8 si ebbe tra il 1980 e il 1982. Nel 1985 la produzione cessò a causa dell'avvento del nastro magnetico. Oggi a sua volta superato dalle videocamere digitali.
definizione
cinepresa a batteria, per pellicole Double 8
misure
altezza: 13,5 cm ca.; larghezza: 7 cm ca.; lunghezza: 12,5 cm ca.; peso: 940 g ca.
materiali
metallo; vetro; cuoio
acquisizione
Pederzoli (1988)
iscrizioni
electric (documentaria)
MUSEO SCIENZA 8892 MILANO (documentaria)
EUGON 1:2,8/12,5 EUMIG-WIEN B0892 (documentaria)
348875 (documentaria)
508 602 2 (documentaria)
settore
Fotocinematografia
bibliografia
Price Guide, Price Guide to Antique & Classic Cameras 1995 - 1996, Grantsburg, USA, Mc Keown, 1994
tipologia
cinepresa
scheda ICCD
PST