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microscopio composto IGB-8535

microscopio composto

manifattura inglese 1800 - 1810 Strumento estremamente elegante realizzato completamente in ottone. La parte ottica di questo microscopio è formata da un cilindro collocato verticalmente e tenuto in posizione da un supporto ad asta che termina con tre piccole gambe richiudibili. Il cilindro, grazie a una piccola staffa orizzontale, è montato leggermente disassato rispetto al supporto in modo da avere il campo ottico al di sotto libero e poter collocare il materiale da analizzare. La parte superiore del tubo ottico è chiusa con un tappo; rimosso questo è possibile inserire nella apposita sede l'oculare e completare il dispositivo ottico. Sono forniti in dotazione cinque diversi oculari; ognuno di essi permetteva di ottenere un ingrandimento differente. Al di sotto dell'obiettivo del microscopio è posizionato un supporto ad anello che è mantenuto in posizione orizzontale grazie ad una staffa scorrevole sull'asta di supporto dello strumento. Su questo anello si potevano appoggiare quattro dischi distinti, in ottone e vetro, che erano forniti come dotazione accessoria; su ognuno di essi sono presenti sei diversi campioni già preparati e pronti per essere analizzati. Al di sotto uno specchietto inclinabile illuminatore consentiva di raccogliere e indirizzare opportunamente la luce sull'area di osservazione. Le varie parti mobili dello strumento sono governate grazie a piccole viti di fissaggio con manopola. Lo strumento è fornito della sua scatola in legno originale; all'interno sono conservati alcuni accessori come i dischi dei preparati, un paio di vetrini, gli oculari e un foglio scritto a mano con l'elenco completo dei campioni forniti in dotazione. Contiene un foglio scritto a mano con l'elenco dei vetrini disponibili. Sulla scatola sono presenti due etichette metalliche; una riporta le scritte: "P.M. = I.C. / 3321". L'altra riporta: "DEPUTAZIONE PROVINC / 1837 / MILANO". IGB-8535
Electric Light Bath IGB-9045

Electric Light Bath

Kellogg, John Harvey / E. Balzarini & C. 1920 - 1930 L'apparecchio presenta un corpo poligonale che, chiuso, ha la forma di un prisma ottagonale superiormente troncato da superfici oblique che terminano su sportelli formanti un piano orizzontale; il corpo è in legno rivestito all'interno di specchi e di 48 verificare portalampadine poste in 8 colonne verticali. I collegamenti elettrici tra le lampadine fanno capo a 6 linee elettriche disposte circolarmente lungo il perimetro interno e comandate da altrettanti commutatori posti all'esterno dell'apparecchio (dall'apertura, tre sul terzo lato destro e tre sul terzo lato sinistro). Le 6 linee elettriche, poste in parallelo rispetto all'alimentazione, portano una tensione di 120 Volt o 220 Volt ca. e sono protette da 3 fusibili. Sul quarto lato posteriore (quarto dall'apertura) è presente un portafusibili ceramico con 3 alloggiamenti per fusibili (mancanti). Sul secondo lato sinistro dall'apertura, è posizionato il commutatore, in ottone, per le lampade del poggiapiedi. Sul terzo lato a destra dall'apertura è presente una finestrella (15,5x15,5 cm.); simmetricamente, sul terzo lato a sinistra dall'apertura, è posto uno spioncino munito di vetro e tappo a vite in ottone; in alto, sul lato orizzontale superiore, è praticata un'apertura circolare di 17 cm. di diametro. Le pareti sono mobili in modo da permettere l'entrata del paziente e sono serrate, quando l'apparecchio viene chiuso, da due chiavistelli (uno mancante) posti uno sopra e l'altro sotto rispetto a due maniglie collocate una su ciascun sportello (o parete mobile). Le maniglie e i chiavistelli sono in ottone. Gli specchi che formano il rivestimento interno fungono da riflettori alle lampadine elettriche, a filamento di carbone dell'intensità di 16-25 candele (alcune riportano il dato 16/120 25 C, altre solo 16), le quali, mediante commutatori possono essere accese completamente o parzialmente (2 posizioni: 5 Amp., 120 Volt; 2 Amp., 220 Volt). Sono presenti una sedia e un poggiapiedi munito di due portalampade con lampade a filamento di carbone. Dal lato superiore dell'apparecchio, affianco all'apertura circolare, affiora un tubo in ottone aperto da un lato; dall'apertura è leggibile la scala graduata di un termometro (scala 0-120 °C). Il tubo con il termometro è staccabile dal bagno di luce. Tutto l'apparecchio poggia su una base ottagonale munita di specchio (sul lato superiore). IGB-9045

Pannelli di controllo della stazione spaziale Almaz

1970 - 1990 Set composto da tre piccoli pannelli modulari facenti parte del quadro di controllo e governo della stazione spaziale sovietica Almaz la versione militare della Salijut. Non è nota la loro funzione esatta ma su uno di essi, in russo, si può riconoscere la scritta "telecamera"; sono presenti varie sigle. Uno dei tre moduli è costituito da 18 pulsanti numerati da 1 a 14 e da quattro pulsanti senza alcuna scritta (probabilmente non attivati); si tratta di attuatori mutuamente esclusivi: quelli con i numeri dispari forniscono il comando previsto mentre quelli con i numeri pari lo annullano. Gli altri due moduli sono pannelli di segnalazione a matrice e sono costruttivamente simili fra loro (ma non identici) essendo composti, ciascuno, da 27 indicatori luminosi di forma rettangolare; alcuni riportano incisi dei numeri, altri delle scritte e delle sigle tecniche, altri ancora sono semplicemente colorati di rosso o di blu. Erano dedicati al controllo della funzionalità di specifici apparati di bordo o, più in generale, a fornire indicazioni sullo stato di vari sistemi. Sul retro è posizionata un'etichetta metallica con riportate le specifiche tecniche e, forse, quello che è un numero di inventario. Ogni singolo modulo è dotato di fori perimetrali; grazie ad essi è possibile fissarli nel pannello di controllo generale del quale fanno parte. Come spesso accade in ambito aerospaziale, anche in questo caso è stata adottata la comoda strategia dell'assemblaggio modulare che facilita la costruzione, la gestione e la manutenzione dei vari apparati. D-1368