Replica di Oscillatore di Augusto Righi
1932
L'oggetto è la replica di uno spinterometro, uno dispositivo che collegato a una fonte di elettricità permette a delle scintille di scoccare nello spazio, o “intervallo”, tra le sfere di ottone che sono sospese grazie a dei sostegni isolanti, in legno e ebanite. In questo modo, il dispositivo emette delle onde, o ‘oscillazioni', elettromagnetiche che possono essere captate da un apparecchio rivelatore. Fonti d'epoca indicano lo spinterometro a quattro sfere come un componente fondamentale dei primi trasmettitori per telegrafia senza fili (wireless) assemblati da Guglielmo Marconi a partire dal 1895, rappresentato in molte fotografie e illustrazioni (la biblioteca del Museo custodisce diverse opere che lo documentano). In inglese, il dispositivo era detto anche “spark gap” (Fleming 1915), tradotto talvolta in italiano con “intervallo di scintilla” o “scintillatore” (Simion 1927, 5).
Origini storiche del manufatto
La denominazione “Oscillatore di Righi” utilizzata da Marconi era un omaggio al fisico bolognese Augusto Righi (1850-1920) che aveva approntato uno strumento simile intorno al 1894, rifacendosi a studi degli scienziati ginevrini Auguste de la Rive (1801-1873) e Edouard Sarasin (1843-1917). Righi avvolse le due sfere centrali con una pergamena in cui si versava olio, per meglio controllare l'isolamento e generare in modo efficiente onde elettromagnetiche di lunghezza d'onda inferiore al metro (Cinti 1933, 9). Marconi in seguitò rielaborò lo strumento lo sviluppo della radiotelegrafia, modificando quella che per Righi era originariamente una strumentazione per lo studio dell'ottica. Marconi aggiunse all'oscillatore due piccoli radiatori a dipolo (piccole antenne con due parti terminali) su ciascun lato, allungando di molto la lunghezza delle onde emesse (Hong 2001, 19).
Provenienza e costruzione
Il Consiglio Nazionale delle Ricerche donò al Museo nel 1956 questa riproduzione, che risale al 1932, marchiata Marconi's Wireless Telegraph Company Ltd., insieme a molti altri ‘cimeli marconiani', su richiesta di Guido Ucelli (Casonato, 2024, 28). Repliche del cosiddetto "Oscillatore di Righi", presenti al Museo in duplice copia (cfr. D-30), furono realizzate tra la fine del 1932 e l'inizio del 1933 presso la fabbrica della Marconi di Chelmsford (UK) sotto la direzione di George Stephen Kemp (1857-1933), assistente di Guglielmo Marconi. Come documentato dal diario di Kemp (1932), almeno 4 repliche vennero create in occasione della preparazione dell'Esposizione universale di Chicago del 1933, intitolata "A Century of Progress". Il 6 dicembre 1932 Kemp annotò: "Made arrangement for transporting the set of the first transmitter and receiving apparatus to the Works to be copied in 4 sets, Mussolini requiring them for Exhibition at Chicago in February" (Oxford Bodleian Libraries, ms Marconi 88). Una di esse fu esposta anche nella "Marconi's Jubilee Exhibition" a Londra, nel 1947, per i cinquant'anni della Marconi's Wireless Telegraph Company (Casonato e Spada, 2024).
N° 14 (documentaria)
Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia "Leonardo da Vinci", Marconi : una comunicazione lunga un secolo, a cura di Soresini F., Treviso, Mosè Edizioni, 1995
Marconi G., Guglielmo Marconi. Nobel Lecture. Original Manuscript, Bologna, Fondazione Guglielmo Marconi
Montefinale G./ Neri N./ Ulgiati S., Mondo senza fili: le onde elettromagnetiche dalla radiotelegrafia ai satelliti artificiali, Faenza, C&C - edizioni radioelettroniche, 1991