Calco della situla di Gotofredo
secondo quarto XX sec.
inventario
IGB-13428
identificazione
del soggetto
Madonna con Bambino, Angeli e i Quattro Evangelistidel soggetto
autori
manifattura milanese
(formatore)
collocazione
deposito
descrizione
Calco in gesso patinato della situla di Gotofredo, secchiello liturgico per l'acqua benedetta, in avorio raffigurante, sotto archi, la Madonna col Bambino e Angeli e i Quattro Evangelisti.
Il calco, realizzato probabilmente nel secondo quarto del XX sec. presenta delle semplificazioni del tratti scolpiti rispetto all'originale, inglobando nel corpo della situal anche dunque il manico che non è mobile. La scritta votiva è largamente illeggibile.
La Situla di Gotofredo, custodita nel Tesoro del Duomo di Milano, rappresenta uno capolavoro della scultura in avorio di epoca ottoniana, realizzata presumibilmente tra il 974 e il 980 d.C. Deve il suo nome all'arcivescovo milanese Gotofredo, che ne fu il committente in vista della visita dell'imperatore Ottone II alla città. L'oggetto, un tronco di cono rovesciato alto circa 18,5 centimetri, si distingue per una straordinaria perizia tecnica: la superficie è interamente scolpita a rilievo con un'impostazione architettonica di derivazione classica, dove cinque arcate a tutto sesto, sorrette da colonne corinzie finemente decorate, scandiscono lo spazio sacro della narrazione.
Al centro di questa struttura si staglia la figura della Vergine in trono col Bambino. Nelle restanti quattro arcate trovano posto gli Evangelisti, colti nel momento della stesura dei testi sacri e accompagnati dai rispettivi simboli del Tetramorfo. Lo stile delle figure rivela una solennità plastica che guarda direttamente alla tradizione tardo-antica, recuperando un senso del volume e della spazialità che anticipa il romanico. A completare l'opera è l'iscrizione latina incisa sui bordi, che non solo attesta la donazione di Gotofredo per propiziare la grazia celeste sul popolo, ma sottolinea anche la funzione liturgica e politica del manufatto come simbolo dell'alleanza tra il potere episcopale ambrosiano e l'autorità imperiale.
Il calco, realizzato probabilmente nel secondo quarto del XX sec. presenta delle semplificazioni del tratti scolpiti rispetto all'originale, inglobando nel corpo della situal anche dunque il manico che non è mobile. La scritta votiva è largamente illeggibile.
La Situla di Gotofredo, custodita nel Tesoro del Duomo di Milano, rappresenta uno capolavoro della scultura in avorio di epoca ottoniana, realizzata presumibilmente tra il 974 e il 980 d.C. Deve il suo nome all'arcivescovo milanese Gotofredo, che ne fu il committente in vista della visita dell'imperatore Ottone II alla città. L'oggetto, un tronco di cono rovesciato alto circa 18,5 centimetri, si distingue per una straordinaria perizia tecnica: la superficie è interamente scolpita a rilievo con un'impostazione architettonica di derivazione classica, dove cinque arcate a tutto sesto, sorrette da colonne corinzie finemente decorate, scandiscono lo spazio sacro della narrazione.
Al centro di questa struttura si staglia la figura della Vergine in trono col Bambino. Nelle restanti quattro arcate trovano posto gli Evangelisti, colti nel momento della stesura dei testi sacri e accompagnati dai rispettivi simboli del Tetramorfo. Lo stile delle figure rivela una solennità plastica che guarda direttamente alla tradizione tardo-antica, recuperando un senso del volume e della spazialità che anticipa il romanico. A completare l'opera è l'iscrizione latina incisa sui bordi, che non solo attesta la donazione di Gotofredo per propiziare la grazia celeste sul popolo, ma sottolinea anche la funzione liturgica e politica del manufatto come simbolo dell'alleanza tra il potere episcopale ambrosiano e l'autorità imperiale.
definizione
calco
misure
altezza: 19 cm; diametro: 12 cm; peso: 961,3 g
materiali
gesso (calco)
acquisizione
Farnesi Mazza, Paolina
settore
Collezioni d'arte
tipologia
calco
scheda ICCD
OA