Santa Maria Maddalena
1540 - 1542
inventario
D-257
autori
attribuito Lanino, Bernardino
(esecutore)
collocazione
deposito
descrizione
Affresco strappato raffigurante Santa Maria Maddalena, proveniente dalla Chiesa di Santa Marta a Milano. In deposito dalla Pinacoteca di Brera.
Questo frammento, insieme a quelli raffiguranti Santa Marta e Tre Angeli Musicanti, era ubicato nella controfacciata della chiesa pubblica. Le Sante Maria e Marta rappresentano rispettivamente la vita contemplativa e la vita attiva. Quest'ultima è raffigurata con l'aspersorio e il mostro Tarasco, che secondo la tradizione viene sconfitto dalla Santa in Provenza facendolo rimpicciolire con l'acqua santa. Bernardino Lanino è un pittore rinascimentale formatosi a Vercelli nel solco di Gaudenzio Ferrari. Dopo la morte di quest'ultimo nel 1546, Lanino è presente a Milano in numerose commissioni per chiese e monasteri. La sua maniera, molto personale, unisce agli echi gaudenziani alcune suggestioni leonardesche.
Il monastero nasce nel 1345, sull'area dell'odierna piazza Mentana, dall'aggregazione di un gruppo di pie donne milanesi, che entrerà in seguito a far parte dell'ordine agostiniano. Dal 1502 la comunità viene investita da un nuovo fermento intorno alla figura di madre Arcangela Panigarola, mistica legata al movimento che, ispirandosi all'Apocalypsis nova del francescano Amedeo Menez, si contrappone a alla curia romana auspicando un rinnovamento della Chiesa. Il monastero diventa uno dei principali centri di questo movimento spirituale a Milano, con il sostegno del governo francese. Dal 1502 al 1522 la chiesa viene ricostruita a doppia aula e decorata, accogliendo le spoglie di Gaston de Foix, condottiero francese, il cui monumento sepolcrale, scolpito dal Bambaia, giacerà inconcluso nei chiostri per tre secoli.
Nel 1799 il monastero viene soppresso e ospiterà il Ginnasio comunale. Andrea Appiani, pittore e commissario dell'Accademia di Brera, fa rimuovere nel 1812 otto frammenti di affreschi realizzati da Bernardino Luini e Bernardino Lanino. L'anno successivo Giuseppe Bossi, segretario dell'Accademia, farà rimuovere altri due frammenti del Luini. L'aula delle monache, trasformata in un laboratorio di chimica, viene abbattuta nel 1875, mentre l'aula pubblica è convertita in magazzino comunale nel 1806 e demolita tra il 1855 e il 1867.
Questo frammento, insieme a quelli raffiguranti Santa Marta e Tre Angeli Musicanti, era ubicato nella controfacciata della chiesa pubblica. Le Sante Maria e Marta rappresentano rispettivamente la vita contemplativa e la vita attiva. Quest'ultima è raffigurata con l'aspersorio e il mostro Tarasco, che secondo la tradizione viene sconfitto dalla Santa in Provenza facendolo rimpicciolire con l'acqua santa. Bernardino Lanino è un pittore rinascimentale formatosi a Vercelli nel solco di Gaudenzio Ferrari. Dopo la morte di quest'ultimo nel 1546, Lanino è presente a Milano in numerose commissioni per chiese e monasteri. La sua maniera, molto personale, unisce agli echi gaudenziani alcune suggestioni leonardesche.
Il monastero nasce nel 1345, sull'area dell'odierna piazza Mentana, dall'aggregazione di un gruppo di pie donne milanesi, che entrerà in seguito a far parte dell'ordine agostiniano. Dal 1502 la comunità viene investita da un nuovo fermento intorno alla figura di madre Arcangela Panigarola, mistica legata al movimento che, ispirandosi all'Apocalypsis nova del francescano Amedeo Menez, si contrappone a alla curia romana auspicando un rinnovamento della Chiesa. Il monastero diventa uno dei principali centri di questo movimento spirituale a Milano, con il sostegno del governo francese. Dal 1502 al 1522 la chiesa viene ricostruita a doppia aula e decorata, accogliendo le spoglie di Gaston de Foix, condottiero francese, il cui monumento sepolcrale, scolpito dal Bambaia, giacerà inconcluso nei chiostri per tre secoli.
Nel 1799 il monastero viene soppresso e ospiterà il Ginnasio comunale. Andrea Appiani, pittore e commissario dell'Accademia di Brera, fa rimuovere nel 1812 otto frammenti di affreschi realizzati da Bernardino Luini e Bernardino Lanino. L'anno successivo Giuseppe Bossi, segretario dell'Accademia, farà rimuovere altri due frammenti del Luini. L'aula delle monache, trasformata in un laboratorio di chimica, viene abbattuta nel 1875, mentre l'aula pubblica è convertita in magazzino comunale nel 1806 e demolita tra il 1855 e il 1867.
definizione
dipinto
misure
altezza: 193 cm; lunghezza: 96 cm
materiali
affresco (strappato); tela; legno
acquisizione
Pinacoteca di Brera (1952)
mostre
Brera nascosta : Arte lombarda dal XIV al XVII secolo
Milano, Palazzo Reale, 16 novembre 1991 - 19 gennaio 1992
settore
Collezioni d'arte
bibliografia
Autelli F., Pitture murali a Brera : La rimozione: notizie storiche e fortuna critica. Catalogo ragionato, Bergamo, Bolis, 1989
Brera nascosta, Brera nascosta : Arte lombarda dal XIV al XVII secolo, Milano, Electa, 1992
Brera nascosta, Brera nascosta : Arte lombarda dal XIV al XVII secolo, Milano, Electa, 1992
tipologia
dipinto
scheda ICCD
OA
Codifica Iconclass
11H(MARYMAGDALENE)3