Motore FIAT 2 C.116 per sottomarino Medusa
1909 - 1910
inventario
IGB-2273
collocazione
deposito
descrizione
Motore FIAT 2 C. 116 diesel per sottomarino Medusa, 1909-10
Motore marino Diesel a due tempi, con sei cilindri in linea
Il motore è alimentato a gasolio con iniezione diretta mediante iniettori-polverizzatori pneumatici (uno in ogni cilindro), comandati dall'albero ad eccentrici in testa; gli spruzzatori sono alimentati dal combustibile inviato da una pompa volumetrica monocilindrica a portata regolabile e da aria compressa a max. 70 bar fornita da un compressore volumetrico a doppio stadio, con stantuffo singolo a doppio diametro e con refrigerazione intermedia, azionato dall'albero motore
Corsa: 270mm
Alesaggio: 250mm
Cilindrata: 79.5 litri
Potenza: 300CV a 500 giri/minuto
Consumo: 260/270g/CV/h
Coppia Max: 4344 Nm a 500 giri/minuto
Velocità media stantuffo: 4,5 m/s a 500 giri/minuto
Potenza: 3,8 CV/litro
Rapporto massa potenza: 23.3 kg/CV
Sistema di distribuzione: a fasatura variabile per consentire la regolazione del carico motore e l'inversione del moto; 2 valvole di aspirazione in testa in ogni cilindro, azionate tramite un bilanciere comandato da un albero ad eccentrici in testa, azionato da un albero verticale con ingranaggi conici; luci di scarico riportate nella parte inferiore dei cilindri, comandate dal moto degli stantuffi.
Sistema di aspirazione:a flusso unidirezionale, con lavaggio forzato mediante sei pompe alternative (una per ogni cilindro) azionate dal manovellismo di spinta e costituite dalla parte inferiore degli stantuffi motore avente un alesaggio maggiorato a 390 mm; il flusso d'aria trattato dalle pompe è governato attraverso luci di aspirazione e di mandata, regolate da cassetti distributori cilindrici (uno ogni due pompe).
Sistema di distribuzione:a fasatura variabile per consentire la regolazione del carico motore e l'inversione del moto; 2 valvole di aspirazione in testa in ogni cilindro, azionate tramite un bilanciere comandato da un albero ad eccentrici in testa, azionato da un albero verticale con ingranaggi conici; luci di scarico riportate nella parte inferiore dei cilindri, comandate dal moto degli stantuffi.
Sistema di raffreddamento: forzato, con pompa meccanica e scambiatore di calore acqua-acqua.
Sistema di lubrificazione: forzato, con pompa meccanica e circuito di raffreddamento ad acqua.
Avviamento: pneumatico, con servomotore ad aria compressa per la configurazione automatica degli organi della distribuzione in funzione del verso di marcia desiderato
Motore per sottomarino "Medusa" del 1915. I disegni tecnici del motore in nostro possesso (copie) riportano differenti date e firme:
_il num. 317 dell'Ufficio Traffico della FIAT, riporta come data 26/2/1910 e la firma del disegnatore U. Marini;
_il Num. 6497 Tav. 173, la data 6/1/1916 e la firma G. Andrino (?);
_il Num. 6512 Tav. 175, la data 18/6 (?)/1916 e la firma G. Andrino (?).
Il motore FIAT 2 C.116 rappresenta una tappa fondamentale nella storia della Divisione Grandi Motori FIAT e dell'ingegneria navale italiana. Progettato e costruito dalla FIAT San Giorgio nel 1909, fu installato in coppia sul sommergibile Medusa della Regia Marina. Questo propulsore si distingue per essere il primo modello FIAT caratterizzato da valori di efficienza considerati moderni per l'epoca, con consumi specifici fino a 260 g/CV/h, nonché il primo della casa torinese con ciclo a due tempi.
Le soluzioni tecniche sviluppate per il 2 C.116 costituirono la base per la successiva evoluzione della motoristica FIAT destinata sia al settore militare sia a quello mercantile, contribuendo all'affermazione internazionale dell'azienda nel campo dei motori navali.
Il sommergibile Medusa, varato nel 1909, rimase in servizio fino al 1915. Il 10 giugno di quell'anno, al largo delle Bocche di Lido, fu silurato e affondato da un sommergibile austro-ungarico. Nell'affondamento persero la vita il comandante Vitturi, tre sottufficiali, nove marinai e un operaio del cantiere costruttore; sopravvissero il tenente di vascello Carniglia, un sottocapo elettricista gravemente ferito e tre marinai.
Il relitto fu recuperato il 18 agosto 1956 e trainato a Punta Sabbioni (VE). Dopo il recupero delle salme, successivamente tumulate presso il Sacrario di Redipuglia, il sommergibile venne demolito. Furono tuttavia conservati alcuni elementi significativi: l'estrema prua e il timone, oggi custoditi presso il Museo Storico Navale di Venezia, e il motore sinistro 2 C.116, assegnato all'Università degli Studi di Palermo. Restaurato nel 1958, è attualmente esposto presso il Museo Storico dei Motori e dei Meccanismi dell'Ateneo palermitano.
Motore marino Diesel a due tempi, con sei cilindri in linea
Il motore è alimentato a gasolio con iniezione diretta mediante iniettori-polverizzatori pneumatici (uno in ogni cilindro), comandati dall'albero ad eccentrici in testa; gli spruzzatori sono alimentati dal combustibile inviato da una pompa volumetrica monocilindrica a portata regolabile e da aria compressa a max. 70 bar fornita da un compressore volumetrico a doppio stadio, con stantuffo singolo a doppio diametro e con refrigerazione intermedia, azionato dall'albero motore
Corsa: 270mm
Alesaggio: 250mm
Cilindrata: 79.5 litri
Potenza: 300CV a 500 giri/minuto
Consumo: 260/270g/CV/h
Coppia Max: 4344 Nm a 500 giri/minuto
Velocità media stantuffo: 4,5 m/s a 500 giri/minuto
Potenza: 3,8 CV/litro
Rapporto massa potenza: 23.3 kg/CV
Sistema di distribuzione: a fasatura variabile per consentire la regolazione del carico motore e l'inversione del moto; 2 valvole di aspirazione in testa in ogni cilindro, azionate tramite un bilanciere comandato da un albero ad eccentrici in testa, azionato da un albero verticale con ingranaggi conici; luci di scarico riportate nella parte inferiore dei cilindri, comandate dal moto degli stantuffi.
Sistema di aspirazione:a flusso unidirezionale, con lavaggio forzato mediante sei pompe alternative (una per ogni cilindro) azionate dal manovellismo di spinta e costituite dalla parte inferiore degli stantuffi motore avente un alesaggio maggiorato a 390 mm; il flusso d'aria trattato dalle pompe è governato attraverso luci di aspirazione e di mandata, regolate da cassetti distributori cilindrici (uno ogni due pompe).
Sistema di distribuzione:a fasatura variabile per consentire la regolazione del carico motore e l'inversione del moto; 2 valvole di aspirazione in testa in ogni cilindro, azionate tramite un bilanciere comandato da un albero ad eccentrici in testa, azionato da un albero verticale con ingranaggi conici; luci di scarico riportate nella parte inferiore dei cilindri, comandate dal moto degli stantuffi.
Sistema di raffreddamento: forzato, con pompa meccanica e scambiatore di calore acqua-acqua.
Sistema di lubrificazione: forzato, con pompa meccanica e circuito di raffreddamento ad acqua.
Avviamento: pneumatico, con servomotore ad aria compressa per la configurazione automatica degli organi della distribuzione in funzione del verso di marcia desiderato
Motore per sottomarino "Medusa" del 1915. I disegni tecnici del motore in nostro possesso (copie) riportano differenti date e firme:
_il num. 317 dell'Ufficio Traffico della FIAT, riporta come data 26/2/1910 e la firma del disegnatore U. Marini;
_il Num. 6497 Tav. 173, la data 6/1/1916 e la firma G. Andrino (?);
_il Num. 6512 Tav. 175, la data 18/6 (?)/1916 e la firma G. Andrino (?).
Il motore FIAT 2 C.116 rappresenta una tappa fondamentale nella storia della Divisione Grandi Motori FIAT e dell'ingegneria navale italiana. Progettato e costruito dalla FIAT San Giorgio nel 1909, fu installato in coppia sul sommergibile Medusa della Regia Marina. Questo propulsore si distingue per essere il primo modello FIAT caratterizzato da valori di efficienza considerati moderni per l'epoca, con consumi specifici fino a 260 g/CV/h, nonché il primo della casa torinese con ciclo a due tempi.
Le soluzioni tecniche sviluppate per il 2 C.116 costituirono la base per la successiva evoluzione della motoristica FIAT destinata sia al settore militare sia a quello mercantile, contribuendo all'affermazione internazionale dell'azienda nel campo dei motori navali.
Il sommergibile Medusa, varato nel 1909, rimase in servizio fino al 1915. Il 10 giugno di quell'anno, al largo delle Bocche di Lido, fu silurato e affondato da un sommergibile austro-ungarico. Nell'affondamento persero la vita il comandante Vitturi, tre sottufficiali, nove marinai e un operaio del cantiere costruttore; sopravvissero il tenente di vascello Carniglia, un sottocapo elettricista gravemente ferito e tre marinai.
Il relitto fu recuperato il 18 agosto 1956 e trainato a Punta Sabbioni (VE). Dopo il recupero delle salme, successivamente tumulate presso il Sacrario di Redipuglia, il sommergibile venne demolito. Furono tuttavia conservati alcuni elementi significativi: l'estrema prua e il timone, oggi custoditi presso il Museo Storico Navale di Venezia, e il motore sinistro 2 C.116, assegnato all'Università degli Studi di Palermo. Restaurato nel 1958, è attualmente esposto presso il Museo Storico dei Motori e dei Meccanismi dell'Ateneo palermitano.
definizione
motore nautico
misure
lunghezza: 350 cm; larghezza: 95 cm; altezza: 200 cm; peso: 7000 kg
acquisizione
Fiat (1957)
settore
Navale
tipologia
motore
scheda ICCD
PST